Il Polo pediatrico salentino in dirittura d’arrivo. Cresce la solidarietà delle nostre comunità

Benvenuti nel Rinascimento. Affiorano raggi di luce in fondo al tunnel, abbiamo finalmente decisioni concrete che mostrano volontà di segno diverso pronte a recepire un bisogno di discontinuità nella sanità pugliese. La creazione a Lecce di un polo pediatrico di eccellenza è in dirittura d’arrivo e servirà a portare riorganizzazione ed efficienza nella pediatria salentina. Presto verrà firmato un protocollo d’intesa tra Regione, Asl e Triacorda per le modalità attuative mentre accordi di collaborazione Triacorda-Comune di Lecce sono in fase di definizione. Il polo pediatrico non è più un’idea abbozzata ma un progetto concreto con una road map delle priorità e delle cose da fare.

Le buone notizie però vanno gestite con sangue freddo. Possiamo assicurare che l’annuncio di avvio del polo non sarà un semplice lampo nel buio dell’inquietudine e del disagio collettivo. Siamo stati sempre colpiti dalla dignità con cui le nostre famiglie indossano la sofferenza nei viaggi della speranza, l’orgoglio silenzioso con cui affrontano i sacrifici imposti dalle malattie gravi dei loro bambini. In questo momento di soddisfazione per la realizzazione di un traguardo il nostro pensiero va soprattutto a loro che hanno ispirato il progetto dandoci la forza morale per vincere gli ostacoli di un percorso che non è mai stato in discesa. Adesso abbiamo un punto d’arrivo che è anche punto di partenza. Dobbiamo mettere i mattoni per assicurare una nuova sostenibilità alla pediatria salentina, per eliminare la mobilità passiva di necessità e, se possibile, invertire la tendenza acquisendo mobilità attiva. Elevare i nostri standard sanitari è una priorità da perseguire con determinazione, anche perché circolano voci autorevoli che chiedono al governo di fissare un tetto alle cure per chi viene da fuori regione (una richiesta che vede in prima fila la Lombardia).

L’annuncio odierno va letto come incoraggiante punto d’avvio per restituire ai salentini fiducia in una sanità territoriale rivalutata. Per questo servono scelte, strategie e visioni portate avanti con unità d’intenti. Con l’ottica di offrire anche un contributo alla tutela dell’ecosistema (un tema caro al Presidente Emiliano) non vi è dubbio che il triangolo sanità-ricerca-innovazione richieda massima attenzione nel pubblico e nel privato. Ignorare o marginalizzare questo filone di pensiero significa consegnarci con un atto imbelle di resa agli incubi del triangolo delle Bermude.

Il polo pediatrico rappresenta per noi un’idea di Lecce, di un suo futuro prossimo. La posta in gioco è alta se intendiamo coniugare l’efficienza di un sevizio pubblico con la scienza e lo sviluppo del territorio. Può sembrare un’utopia (lo era anche il progetto sul polo cinque anni fa), in realtà far crescere il settore della sanità è un’occasione rilevante per lo sviluppo di tutte le attività che alzano il livello della qualità della vita. Diventa fondamentale la collaborazione dell’Università del Salento che più di ogni altra istituzione detiene il patrimonio della conoscenza. Tutto il nuovo dovrà essere messo in un grande frullatore per offrire discontinuità e movimento. Se invece tutto dovesse restare com’è i mascheroni barocchi che ci osservano dall’alto avrebbero buone ragioni per giudicare ancora con scetticismo e ironia il nostro salmodiare sul futuro che risulta appiattito su un passato ingiallito e senza bussola. Non a caso il S.Raffaele di Milano è Università vita-salute.

Ci conforta il capitolo della solidarietà e il rapporto costruttivo instaurato tra pubblico e privato. Cresce attorno al polo l’interesse delle nostre comunità, cresce una solidarietà di scopo con una forte carica d’immaginazione motivata probabilmente dai disagi antichi che attendono da tempo una semplice normalità di attenzione. Ci ha colpito l’entusiasmo con cui i giovani partecipano alle iniziative di sensibilizzazione. LASCIA UN SEGNO! LANCIA UN SOGNO! è l’ultimo messaggio denso di significato proposto da alcuni studenti giovanissimi. E’ anche lo slogan per l’appuntamento annuale del gruppo SOLO X LORO con le comunità salentine (1, 2, 3 dicembre p.v.). Dando più valore all’impegno solidale si mette in moto un cambiamento di passo importante. Il welfare di Stato non riesce più a soddisfare la domanda crescente di previdenza, assistenza, sanità, istruzione. Da qui la necessità di trovare un sistema integrativo accostandosi progressivamente al binomio welfare locale-volontariato del territorio.  In questo schema la finalità sociale si persegue dando risposte locali ai bisogni del territorio. Noi sappiamo di poter contare sulla sensibilità della nostra gente. Senza essere “apostoli” dell’ottimismo possiamo dire di avere chiuso i conti con la rappresentazione delle tenebre, con il boicottaggio per partito del nulla. Finalmente proviamo qualche brivido in meno nei nostri sogni.

Il percorso del polo pediatrico resta accidentato ma cresce la fiducia della gente e l’impegno degli addetti ai lavori. Crescono attorno a noi convinte intenzioni di solidarietà. La musica ci è stata sempre vicina e siamo sicuri di avere il suo appoggio anche domani, quando si dovranno alleviare le sofferenze dei bambini malati. L’ultima testimonianza di solidarietà la offre AL BANO che il 26 dicembre prossimo terrà un concerto all’Apollo di Lecce a sostegno del polo. Si fa strada la cultura del patrocinio privato di un servizio essenziale. Cambia la grammatura del tessuto sociale con l’offerta di una crescente partecipazione collettiva ad un progetto che fino a poco tempo fa veniva stimato di competenza pubblica esclusiva. Un momento importante di fiducia nel privato che per noi significa impegno e responsabilità per il lavoro futuro. Soprattutto se consideriamo il polo come piattaforma strategica per il futuro Lecce e del Salento. Un progetto visionario di cinque anni fa prende forma con una sfida precisa: coniugare efficienza, scienza e umanesimo. Tre componenti indispensabili per far crescere la qualità della vita in un territorio notoriamente molto malmesso. Dovranno essere le scienze della vita a qualificare e orientare il futuro sviluppo.

Stiamo proponendo una novità assoluta per il Salento. Fare sintesi tra pubblico e privato per dare risposte esaurienti ad una domanda di sanità eccellente. Ciò si può ottenere facendo dialogare attività clinica, ricerca e didattica, un triangolo della conoscenza indispensabile per assicurare competitività al futuro cammino del polo. Senza questo incrocio di esperienze si rischia di avanzare nella nebbia mentre abbiamo l’obbligo morale di restituire serenità e sicurezza alle varie fragilità silenziose e nascoste che vivono sul nostro territorio.

“E’ facile amare l’umanità, difficile è amare il prossimo” dice il Dr. Bellavista, personaggio centrale di un bel libro di De Crescenzo. Difficile dargli torto, specie se sono in gioco pesanti turbative di sistema.

Claudio Alemanno