STEN – Sistema di Trasporto in Emergenza del Neonato. Intervista al dott. Giuseppe Presta

Dal 1° novembre nel territorio regionale pugliese è operativo lo STEN – il Sistema di Trasporto in Emergenza del Neonato – che assicura il trasporto, dai punti nascita di primo livello alle Terapie Intensive Neonatali regionali, dei neonati che necessitano di essere assistiti in tali strutture.

I tre centri HUB, identificati dalla Regione Puglia come sedi di STEN, sono la Terapia Intensiva Neonatale del Vito Fazzi di Lecce, diretta dal Dr.Giuseppe Presta, e quelle del Policlinico di Bari, diretta dal Prof. Nicola Laforgia, e degli Ospedali Riuniti di Foggia, diretta dal Dr. Giuseppe Popolo.

Abbiamo fatto alcune domande al dott. Presta, primario di pediatria dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (Utin) del nosocomio salentino, in merito a questo importante e innovativo servizio.

 

Dottor Presta, ci può spiegare nello specifico di quali servizi potranno beneficiare i piccoli pazienti e le loro mamme?

I vantaggi sono dedicati soprattutto al neonato con patologia. Se partiamo dal presupposto che le donne gravide con diagnosi di minaccia di parto pretermine devono essere trasferite nei centri di secondo livello prima del parto, quindi che tutte le gravidanze al di sotto delle 34 settimane dovrebbero essere da subito accolte negli ospedali in cui è presente la terapia intensiva neonatale, lo STEN assisterà nella maggior parte dei casi quei nati a termine ma che vanno incontro a delle problematiche inattese. Stiamo parlando di bambini nati da gravidanze con decorso fisiologico per nove mesi, ma che al momento del parto o nelle ore successive presentano un quadro clinico, per cui è necessario che siano trasferiti nei centri con terapia intensiva neonatale.

Prima, in assenza dello Sten, il neonato veniva trasferito, con ambulanza non dedicata ed assistito dal personale medico ed infermieristico del punto nascita, per volontà di un singolo operatore medico, dai centri di primo livello in centri adibiti a risolvere il problema attraverso un trasporto poco consono ai suoi bisogni, non sicuro al cento per cento.

Attualmente, invece, il protocollo prevede che il bambino che presenta una patologia, valutata secondo precisi criteri, venga trasferito in una delle HUB (di Lecce, Bari o Foggia) attraverso il Sistema di Trasporto di Emergenza Neonatale, con ambulanze attrezzate, dedicate e con personale qualificato e formato.

Il centro di Lecce è HUB sia per punti nascita della provincia di Lecce che per quelli della provincia di Brindisi. Arriveremo fino a Francavilla Fontana.

In presenza di un bambino nato con dei problemi, che siano respiratori o cardiaci, insomma dei problemi stabiliti da un protocollo ben definito a livello regionale, il medico del punto nascita del centro di primo livello chiama il 118 e il 118 passa la chiamata al centro HUB. A quel punto a partire è un’ambulanza dedicata, con un autista dedicato, e personale medico e infermieristico esperto nell’assistenza al neonato critico.

Il trasporto, dunque, viene effettuato in sicurezza maggiore rispetto a come avveniva prima. L’ambulanza offre un servizio specifico e disponibile 24 ore su 24.

Le ambulanze specializzate trasporteranno i neonati nei 3 HUB della Regione Puglia, il Policlinico di Bari, il Vito Fazzi di Lecce e gli Ospedali Riuniti di Foggia. Come si stanno preparando i medici di questi ospedali per fornire la giusta assistenza ai bambini che necessitano di cure, in vista del fatto che dovranno essere in grado di affrontare tutte le emergenze, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24?

Essendo noi medici di un centro di secondo livello, abbiamo già una preparazione di base per far fronte a tutte le emergenze. Chiaramente, ai fini di un servizio specialistico completo ed efficiente, sono stati acquistati materiali e attrezzature innovativi, modernissime ambulanze e incubatrici portatili.

Il personale medico e paramedico è stato sottoposto a corsi di formazione e aggiornamenti con lezioni teorico-pratiche in sala parto e con l’incubatrice da trasporto neonatale.

Le figure professionali che si occupano di questi interventi sono dunque formate a tale scopo ed hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari al fine di garantire il trasporto, e di conseguenza l’arrivo del neonato, nel centro dotato di terapia intensiva neonatale nelle migliori condizioni cliniche possibili.

Nello specifico, l’attivazione dello Sten come cambia l’organizzazione del reparto di pediatria del Vito Fazzi e dei reparti di neonatologia della provincia di Lecce?

Per quanto riguarda il reparto di pediatria del “Vito Fazzi”, questo è coinvolto in modo marginale, in quanto lo STEN assiste solo bambini sino a 30 giorni di vita, mentre per le neonatologie di primo livello della provincia di Lecce, l’attivazione dello STEN è uno stimolo alla crescita professionale. Per fare in modo che questo progetto si realizzi al cento per cento, è fondamentale che ci sia un dialogo costruttivo tra le strutture di primo e di secondo livello nell’interesse esclusivo del neonato. C’è stato un grande impegno da parte della Regione, che ha risposto alle nostre richieste per garantire adeguati standard assistenziali su tutto il territorio di riferimento.

Lo Sten rientra nel Piano di riordino dei punti nascita attuato dalla Regione Puglia. Quali vantaggi comporta questo sistema di trasporto ai Reparti di neonatologia del nostro territorio?

Il sistema di trasporto in emergenza del neonato è un ulteriore passo avanti nella riorganizzazione del servizio sanitario regionale. È uno dei primi atti concreti del riordino ospedaliero. Da noi l’attivazione dello Sten è arrivata un po’ più tardi rispetto a tante altre regioni, quindi è una conquista che ci fa in qualche modo guadagnare terreno rispetto al passato.

Prima dell’attivazione dello STEN, il medico del punto nascita, oltre ad occuparsi del neonato critico, doveva chiamare le varie TIN alla ricerca di un posto letto, successivamente richiedere l’ambulanza, che poteva essere anche impegnata in altri trasporti, e organizzare il tutto in modo molto estemporaneo. Attualmente il medico, per attivare il sistema, deve solo chiamare il 118 e può dedicarsi esclusivamente all’assistenza del neonato.

Volevo infine sottolineare che nella delibera, considerando il prossimo trasferimento della Chirurgia Pediatrica al Vito Fazzi, è stabilito che noi, come HUB di Lecce, siamo autorizzati ad attivare lo Sten non solo in vista di problemi respiratori – per i quali è previsto il trasporto in terapia intensiva neonatale – ma anche in presenza di bambini con problemi chirurgici o con sospetti problemi chirurgici.

Ritengo che questo importante passo, questa sensibilizzazione da parte della Regione, sia un tassello fondamentale per la vicina realizzazione del Polo pediatrico e per la diminuzione dei famosi e tristi viaggi della speranza.

 

Patrizia Scarcella