Potrebbe sembrare strano che in un Paese civile e piuttosto ricco come l’Italia si debba parlare di mortalità infantile e soprattutto da parte di una Associazione che intende creare un nuovo Polo Pediatrico nel Salento. Ma strano non è. L’editoriale a cura dell’UNICEF e della WHO tratta non solo il problema della riduzione della mortalità infantile nell’ambito del raggiungimento dei goal del millennio (Millennium Development Goal, MDG), ma tratta della salute totale dei bambini, della necessità di dare ad ogni bambino il massimo dell’aiuto e del rispetto per raggiungere il proprio potenziale genetico di crescita psicofisica. Credo che un proposito come questo sia perfettamente in linea con i principi e gli scopi di Tria Corda. La salute dei bambini non si basa solo su aspetti o fattori sanitari. La salute ha necessità di basarsi su un approccio multi-settoriale che affronti i determinanti sociali, economici, culturali, politici, ambientali ed infine anche commerciali perché essa ha valore sociale, politico, culturale ed economico.

I bambini hanno bisogno di supporto dagli adulti in tutte le loro fasi di crescita ed hanno bisogno di un ambiente pulito che non li avveleni lentamente e non ne provochi malattie. La Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 27% di tutti i decessi dei bambini sia dovuto a cause ambientali e che quasi il 90% dei bambini nel mondo non può respirare aria pulita.

Ne consegue che i bambini debbano essere protetti a 360° sia nella loro crescita, nella prevenzione delle malattie, e soprattutto quando si trovino in condizioni di particolare debolezza, come quando affetti da malattie che richiedano un ricovero ospedaliero lungo e in ambiente specializzato.

Solo l’unione delle forze politiche, sanitarie e della società civile potrà creare un ambiente di cura in cui i bambini possano essere curati con il massimo della competenza e senza rinunciare all’affetto della famiglia di origine, fattore comunque importantissimo nella gestione della malattia grave e/o cronica.

 

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